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LA RICERCA DELLA VERA FEDE - THE SEARCH OF TRUE FAITH

VENERDI SANTO 2 APRILE – ROSARIO DEL DOLORE: ORE 3.15-3.54

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S. Messa vespertina «Coena Domini» -Inizio del triduo pasquale

La Messa vespertina «Cena del Signore» (“Coena Domini“) è la messa che si celebra nelle ore serali del Giovedì santo. La messa vespertina «Cena del Signore» dà inizio al Triduo pasquale, tre giorni liturgici da Giovedì Santo sera (vigilia di Venerdì Santo della Passione del Signore) a Domenica di Pasqua intera. La precedente parte del Giovedì Santo è perciò una normale giornata del tempo di Quaresima. Si prevede la celebrazione nelle cattedrali della messa del crisma nella mattinata. Inoltre, dove esiste una effettiva ragione pastorale, l’Ordinario del luogo può permettere che si celebri una seconda messa perfino (se veramente necessario) nelle ore mattutine.

LA LAVANDA DEI PIEDI

Et cena facta, cum diábolus iam misísset in cor, ut tráderet eum Iudas Simónis Iscariótæ: sciens, quia ómnia dedit ei Pater in manus, et quia a Deo exivit, et ad Deum vadit: surgit a cena et ponit vestiménta sua: et cum accepísset línteum, præcínxit se. Deinde mittit aquam in pelvim, et cœpit laváre pedes discipulórum, et extérgere línteo, quo erat præcínctus. 

GESU’ E’ IL SOLO SIGNORE!

Vos vocátis me Magíster et Dómine: et bene dícitis: sum étenim.

ANCHE VOI LAVATEVI I PIEDI MUTUAMENTE!

Si ergo ego lavi pedes vestros, Dóminus et Magíster: et vos debétis alter altérius laváre pedes. Exémplum enim dedi vobis, ut, quemádmodum ego feci vobis, ita et vos faciátis.

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NUOVA INTERVISTA A PPPBXVI SU DIE TAGESPOST

Secondo FromRome di Fr.Alex Bugnolo si tratterebbe di un altro imbarazzante caso di manipolazione dei media.

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LA DISTRUZIONE DI GERUSALEMME DEL 70.D.C.

PREMESSA

Il popolo ebraico ha respinto Gesu’: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli» (Mt 27,25).

Il sangue di Gesu (secondo Brown) ricade sul popolo ebraico. La distruzione di Gerusalemme del 70 d.C. e’ ancora ricordata al giorno d’oggi.

LA VICENDA STORICA

Nel 66, il procurator Augusti della Giudea, Gessius Florus, pretese che fossero prelevati diciassette talenti dal Tempio e, trovando una forte opposizione da parte degli ebrei, mandò avanti i propri soldati, che provocarono la morte di 3.600 persone.

Questo porto’ alla sollevazione dell’intera Giudea e al successivo assedio di Gerusalemme completata dal comandante romano Tito (66-70 d.C.) con la distruzione del Tempio (70 d.C.). I romani si impossessarono del tesoro del Tempio di Gerusalemme (inclusa la famosa Menorah rappresentata come preda di guerra nell’arco trionfale di Tito a Roma). (ved Post https://youtu.be/Xyy12e_tm-s ).

La strage fu enorme circa un milione di morti (lo storico Flavio Giuseppe affermo’ che si tratto’ del piu’ grande sterminio della storia avvenuto fino a quel tempo) e i prigionieri circa centomila portati via dai romani come schiavi o condannati a morte nei circhi.

Per quanto riguarda la comunita cristiana di Gertusalemme, si sa secondo quanto racconta lo storico Eusebio di Cesarea che durante la guerra giudaica del 66 d.C., a Pella trovarono rifugio i cristiani in fuga da Gerusalemme assieme al loro vescovo Simone. Questo porta a credere che già durante il I secolo la città vide nascere e svilupparsi una fiorente comunità cristiana. Nel II secolo Pella diede i natali all’apologeta cristiano Aristone, autore del Dialogo di Giasone e Papisco, il primo libro cristiano scritto in forma di dialogo.

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SIMONE DI CIRENE, IL PRIMO PRIVILEGIATO

 I Vangeli non forniscono ulteriori informazioni sul Cireneo, salvo che egli era “padre di Alessandro e Rufo“. Ed ecco la sua apparizione, mentre Gesu’ seguendo la via Dolorosa ascende al Calvario:

[Luca 23,26]

Mentre lo portavano via, presero un certo Simone, di Cirene, che veniva dalla campagna, e gli misero addosso la croce perché la portasse dietro a Gesù.

Dopo la sua terza caduta (lungo la via dolorosa) Gesu’, con ogni evidenza, non riesce piu’ a portare da solo il peso della croce. I soldati romani che lo accompagnano (forse mossi a compassione o dalla necessita’ di farlo arrivare sul luogo della crocifissione) decidono di farlo aiutare, appunto, da Simone di Cirene. Simone, e’ quindi un manovale che tornando dal lavoro stava passando di li per rientrare a casa dopo una (si puo immaginare) faticosa giornata di lavoro nei campi (*)

Il fatto che venga chiamato “padre di Alessandro e Rufo” indica che al tempo della prima comunita’ cristiana Simone di Cirene e la sua famiglia erano gia’ personaggi ben noti, probabilmente membri attivi della stessa comunita’ e quindi cristiani. Questo suggerisce che Simone stesso sia diventato quindi, per primo, cristiano, convertito istantaneamente da Gesu’ Cristo!

Quindi Simone di Cirene e’ il primo dei privilegiati di cui parla la BVM (2) a condividere il peso della croce di Gesu’ Cristo!

Infatti, ci rivela la BVM (3), sebbene “Il .. sacrificio di espiazione [di Gesu’ per il nostri peccati sia] .. stato completo” tuttavia “lascio’ che anche [alcuni privilegiati tra noi potessero] ..in piccola misura parteciparvi.” 

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(*) Al tempo di Gesu’, Gerusalemme ospitava una numerosa comunita’ di cirenei (probabilmente non-ebrei) dediti al lavoro nei campi. Nel 1941 nella valle del Cedron, a Gerusalemme, è stato ritrovato un ossario risalente al I secolo d.C. e contenente le spoglie di una famiglia originaria di Cirene. È citato, in particolare, il nome di “Alessandro di Cirene, figlio di Simone”. 

(2) https://www.proselitismodellascienza.it/2021/03/29/la-coronazione-di-spine-e-la-via-dolorosa/

(3) la BVM a Suor Maria Natalia Magdolna, in pag.85, “Rivelazioni profetiche di Suor Maria Natalia Magdolna“, Claudia Matera, Sugarci (2017).

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Fortissimo il cardinale di Hong Kong: attacca Bergoglio “il padre della menzogna”(!)

Card. Zen:

dolore e indignazione invadono il mio cuore a sentire certe incredibili notizie: hanno proibito le messe private in San Pietro!?

https://www.iltempo.it/attualita/2021/03/30/news/zen-ze-kiung-cardinale-hing-kong-papa-francesco-messa-san-pietro-vaticano-crisi-lettera-chiesa-26725941/

FORTISSIMO Card. Zen:

Via le mani sacrileghe dalla casa comune di tutti i fedeli del mondo! Si accontentino di giuocare la diplomazia mondana con il padre della menzogna.

E AGGIUNGE:

con le lacrime pregando per i nostri martiri viventi in Cina ora abbandonati e spinti nel seno della chiesa scismatica dalla [cosiddetta, NDR] Santa Sede!” 

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ALLARME ROSSO COVID

Bollettino del 30 marzo, 16.017 nuovi e 529 morti: BOOM DI MORTI (ma in calo il tasso di positività): significa che il tasso di pericolosita’ e’ in aumento!

https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/26725634/bollettino-30-marzo-nuovi-casi-morti-calo-tasso-positivita.htm

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NUOVO SITO WEB DI DJT

Usa, debutta il sito di Trump sulla sua presidenza - Tgcom24

si tratta di http://45office.com

Donald Trump lancia un sito web sulla sua pesidenza © EPA
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SAN TOMMASO SULLA RESPONSABILITA’ DELLA CROCIFISSIONE

I Giudei sono colpevoli di tentato deicidio o no? L’enciclica Nostra Aetate (1), come noto, risolve in modo negativo la questione.

Ma per farlo introduce addirittura la tesi palesemente in contraddizione razionale con il Vangelo e quindi eretica (in quanto in conflitto addirittura con le stesse parole di Cristo “Io sono la Via, la Verita’ e la Vita“) basata sulla cosiddetta “duplice via salvezza”. In base a tale tesi gli ebrei, pur senza convertirsi al cristianesimo ed anzi rifiutandolo esplicitamente, si salverebbero ugualmente grazie “all’alleanza di Mose” (2).

S. Tommaso, “In symbolum Apostolorum“(3), si esprime cosi in merito alla responsabilita’ della crocifissione di Gesu’ Cristo. Vediamone le argomentazioni.

«Non dobbiamo credere che, morendo il Cristo, sia morta la stessa Deità. Fu soggetta alla morte la natura umana unita al Verbo. Cristo morì in quanto uomo, non certo in quanto era Dio.”

[…] Si affaccia a questo punto una obiezione: se non uccisero la divinità, i Giudei sono colpevoli di un semplice omicidio?

Al che rispondo: se qualcuno insudicia intenzionalmente la veste del sovrano, non viene considerato colpevole di reato allo stesso modo che se ne avesse imbrattato la persona? 

Perciò, sebbene non abbiano ucciso Cristo-Dio, gli autori della morte di Gesù hanno meritato, in base alle loro intenzioni, una gravissima condanna.

E poi, come si è detto, il Figlio di Dio, Verbo dell’eterno Padre, incarnandosi s’è reso in qualche modo visibile, leggibile come uno scritto davanti ai nostri occhi.

Chi lacerasse un decreto regio, attenta alla stessa maestà regale; e quindi il peccato di quei Giudei è di tentato deicidio» 

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(1) il testo definitivo della Nostra Aetate sulle relazioni con le religioni non cristiane (28 ottobre 1965) fu pubblicato durante il pontificato di Paolo VI.

(2) L’Antico Testamento ci racconta del popolo d’Israele, il popolo scelto di Dio con cui Dio concluse un’alleanza: essi sarebbero stati fedeli a Dio e Dio non li avrebbe mai abbandonati. Comportandosi male tuttavia, il popolo d’Israele ruppe questa alleanza una prima volta. Dio perdonò il suo popolo dando loro i Dieci comandamenti come nuova alleanza (“Alleanza di Mose“). Sfortunatamente, il popolo di Israele continuò a peccare. Per salvarlo Dio decise di stipulare una nuova eterna alleanza con loro. Questo è il piano della Redenzione di Dio realizzato attraverso il sacrificio di Gesù sulla croce e l’istituzione del sacrificio dell’Eucarestia. Da quel momento in poi per tutti coloro che abbracciano la fede in Gesu’ Cristo è possibile vivere per sempre con Dio e andare in paradiso. 

(3) pagg.54-55, Tommaso D’Aquino, “Credo. Commento al Simbolo degli Apostoli“, Edizioni Studio Domenicano (2012).

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LE POSSIBILI INTERPRETAZIONI DELL’AGENDA DI PPBXVI

C’e’ un nuovo articolo di Andrea Cionci (1).

Di che si tratta?

Cionci analizza due capitoli del libro Ultime conversazioni” (Garzanti 2016) scritto da papa Benedetto XVI insieme al giornalista tedesco Peter Seewald (2). Che riguardano i capitoli che parlano delle ormai trite e ritrite questioni delle “dimissioni” di Ratzinger e del suo “successore“.

Ciondi afferma che due letture sono possibili: oltre quella “convenzionale” basata sull’usuale “refrain” del “papa emerito” vi e’ quella “smart” secondo la quale Benedetto XVI starebbe attuando un astutissima AGENDA DI PPBXVI  per realizzare un grande Reset-rinnovamento della Chiesa a fine di raggiungere una radicale pulizia della Chiesa dalla corruzione interna:

in poche parole mandare a fondo l’intera barca per vedere chi sa nuotare!

MA LA DOMANDA DA 64000 DOLLARI E’: come mai Benedetto XVI non parla chiaro, una volta per tutte? Non pensa forse che sia giunto il tempo di smettere il bluff e mettere (finalmente) le carte in tavola?

Cionci azzarda al riguardo alcune ipotesi (lasciando a noi la scelta!):

1) NON ESISTE ALCUN COMPLOTTO DI PPBXVI: In realtà è tutto casuale. Sono solo i pazzi complottisti a voler vedere assurdi collegamenti dove non ce ne sono.

2) IL RESET E’ ORGANIZZATO DA PPBVI CON POCHI COMPLICI: solamente chi avrà “occhi per vedere e orecchie per intendere” capirà. Per questo Benedetto lascia che tutto vada da sé affidandosi agli uomini di vera fede, sulla base della frase di Gesù: “Chi cerca, trova”.

3) BENEDETTO XVI NON PUO’ PARLARE LIBERAMENTE: Gli unici che hanno potuto intervistarlo sono fino ad oggi giornalisti che provengono da testate pro-Bergoglio. Vescovi che hanno chiesto di parlare con lui, pare non siano mai riusciti a farsi ricevere.

Tuttavia c’e’ un’ulteriore alternativa! E per dirla chiara: THE ONLY WAY!

4) POSSIBILE ALTERNATIVA: TUTTO E’ FRUTTO DELLA PROVVIDENZA DIVINA CHE INTERVIENE DIRETTAMENTE NELLA STORIA: PPBXVI E’:

– CONSCIO DI AVER CONSERVATO IL MUNUS (FORSE ISPIRATO A CIO’ DIRETTAMENTE DA UNA LOCUZIONE DELLA BVM)

-CONSCIO DELLA GRANDE APOSTASIA DELLA FALSA CHIESA

– SOLO IN PARTE CONSAPEVOLE DELLO SVOLGERSI DEGLI EVENTI (CHE NON CONTROLLA AFFATTO) E DELLE LORO IMPLICAZIONI ULTIME (CHE SONO IN MANO DIRETTAMENTE ALLA BVM!).

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(1) A. Cionci “L’incredibile sottotesto di Ratzinger nel libro-intervista “Ultime conversazioni” con Peter Seewaldhttps”, 28 marzo 2021

https://www.liberoquotidiano.it/articolo_blog/blog/andrea-cionci/26699363/ratzinger-sottotesto-libro-intervista-ultime-conversazioni-peter-seewald.html

(2) Peter Seewald “Ultime conversazioni” (Garzanti 2016).