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LA RICERCA DELLA VERA FEDE - THE SEARCH OF TRUE FAITH

GYMNASIUM BENEDETTO XVI.”MI TOCCA DIFENDERE GIOVANNI PAOLO II E BENEDETTO XVI… E IO LO FACCIO!”

CATECHESI DI DON MINUTELLA IN DIRETTA SUL CANALE YOUTUBE DI RADIO DOMINA NOSTRA OGGI 27 GENNAIO ORE 21:15 : https://m.youtube.com/channel/UCzu-HxEny_ACGiCMJJcVc1A#menu

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LA RICERCA DELLA VERA FEDE - THE SEARCH OF TRUE FAITH

TERZA E ULTIMA PROFEZIA DELLA VERGINE DI FATIMA – ATTENZIONE: PRENDETE COSCIENZA!! (messaggio della Beata Lucia di Fatima)

′′ Quando il mondo chiederà inutilmente pace e sicurezza, rimpiangendo per tutto il male che ha fatto, l’improvvisa distruzione portata dalla nuova armagedon arrivera’ e i malvagi periranno!

Queste sono state le profezie della Vergine di Fatima quando sono comparsi tre bambini nel 1917 e ha detto che in queste date del 2005 sarebbe finita.

Lucia aveva solo 10 anni quando avvennero le apparizioni, iniziate il 13 maggio 1917. Lucia e i suoi due cugini videro la Vergine Maria su un albero per un periodo di sei mesi.

La religiosa carmelitana Lucia del Cuore Immacolato, ultima sopravvissuta dei tre bambini che hanno garantito di vedere la Vergine Maria nella località portoghese di Fatima, deceduta all’età di 97 anni febbraio 14, 2005. Morì nel convento di Coimbra dove viveva dal 1948.

Questo messaggio è stato letto da Papa Giovanni Paolo II che ha deciso di non rivelare questo segreto perché ha considerato che facendolo avrebbe portato al mondo panico e disperazione.Ora viene rivelato un’altra parte di questo messaggio.

NON PER CAUSARE IL PANICO, MA PERCHÉ SI CONSIDERA CHE LE PERSONE SONO GIÀ PREPARATE A CONOSCERLO E POSSONO PRENDERE COSCIENZA DI QUELLO CHE SI AVVICINA NELLE PROSSIME DATE.

La sorella Lucia ha diffuso il messaggio prima di tutto a Papa Giovanni Paolo II, che al termine di leggerlo stava tremando e ha deciso di non renderlo pubblico per paura della reazione.

La Vergine ha detto testualmente a Lucia:

′′ Non aver paura, piccola mia. Sono la Madre del Cielo, che ti parla e ti chiede di rendere pubblico questo messaggio al mondo intero. Facendo questo troverai forti resistenze. Ascoltate bene e fate attenzione a quello che dico: gli uomini devono essere corretti. Con umili suppliche, dovete chiedere perdono per i peccati commessi e che potete commettere. Vuoi che ti dia un segnale affinché ognuno accetti le mie parole che, dal tuo intermediario, dico al genere umano. Hai visto il prodigio del sole e tutti, credenti, miscredenti, contadini, cittadini, saggi, giornalisti, laici, preti, lo hanno visto tutti.Una grande punizione cadrà sul genere umano intero, non oggi né domani, ma nella seconda metà del XX secolo. L ‘ avevo già rivelato ai bambini Melania e Maximino, in ′′ la Salette “, e oggi lo ripeto a te perché il genere umano ha peccato e ha calpestato il dono che gli concede. Da nessuna parte del mondo esiste l’ordine e Satana regna sulle più alte postazioni determinando il piano delle cose.′′ poiché gli uomini sono guidati dal demonio, seminando odio e vendetta ovunque. Gli uomini fabbricano armi mortali che possono distruggere il mondo in pochi minuti. Metà dell’umanità può essere spaventosamente distrutta. Ci saranno conflitti tra ordini religiosi.

Dio consentirà a tutti i fenomeni naturali come fumo, grandine, freddo, acqua, fuoco, riempimenti, terremoti, tempo inclemente, disastri terribili e inverni estremamente freddi come quelli di questi tempi di finire con la terra poco a poco.

Ci saranno malattie senza cura, la gente prende in giro i santi e la chiesa. Ci saranno omicidi fuori controllo, la gente si ucciderà a vicenda, molte persone soffriranno.

Alcuni fenomeni naturali avverranno prima del 2005 e continueranno da lì in poi con maggiore intensità e distruzione, il clima cambierà improvvisamente, clima estremo.

Non sopravviveranno, per mancanza di carità verso il prossimo e amore verso il prossimo, con lo stesso amore con cui mio figlio li ha amati. Molti vorranno essere tra i morti, poiché milioni di persone perderanno la vita in pochi secondi e soffriranno troppo,

arriveranno nuove forme di vita e contribuiranno alla distruzione per ottenere più potere per loro e procreare la loro nuova razza.

Le punizioni davanti a noi sulla Terra sono inimmaginabili, ma arriveranno senza dubbio. Dio aiuta il mondo, ma chi non di testimonianza di fedeltà e fedeltà verso di Lui sarà distrutto in modo irrimediabile, poiché molti gli hanno già voltato le spalle e lui non può fare nulla di fronte a questo .

Padre Agostino, che risiede a Fatima, ha ricevuto il permesso da Papa Paolo VI, di visitare la sorella Lucia.Il padre Agostino esprime che lei lo ha ricevuto molto congoiato, con le lacrime agli occhi gli ha detto:

Padre, la Madonna è molto triste perché nessuno si è interessato alla sua profezia del 1917, alla gente non interessa questa profezia.Così, mentre i buoni devono percorrere una strada stretta; i cattivi stanno percorrendo un sentiero ampio che li porta direttamente alla distruzione e credi, padre, che la punizione arriverà molto presto a partire dal 2006 e arriverà senza potersi fermare. Molte anime possono perdersi e molte nazioni e stati scompariranno dalla Terra; il mondo può essere perso per sempre.

È giunto il momento per tutti di trasmettere il messaggio di Nostra Signora ai suoi familiari, ai suoi amici e al mondo intero.Siamo vicini all’ultimo minuto, all’ultimo giorno e la catastrofe sta arrivando.”

(ATTENZIONE!) CHE CI DOBBIAMO ASPETTARE DUNQUE?

Ovunque si parla di pace e sicurezza, ma la punizione arriverà senza nulla che possa fermarlo.

UNA GUERRA IMPROVVISA E SENZA PREAVVISO PROVOCERÀ UNA CATASTROFE NUCLEARE.

Questa guerra può distruggere tutto, sarà un disastro. L ‘ oscurità cadrà poi su di noi per 72 ore (3 giorni) e la terza parte che sopravviverà a queste 72 ore di buio e sacrificio; inizierà a vivere in una nuova era.

In una notte molto fredda, 10 minuti prima di mezzanotte UN GRANDE TERREMOTO stravolgerà la terra per 8 ore.

I buoni, quelli che diffondono la profezia della Vergine di Fatima, NON DEVONO TEMERE, ma gli altri subiranno le conseguenze di ignorare questo avviso, il terremoto causerà la distruzione di gran parte della terra, alcune parti si separeranno e causerà grande disastro!..

COSA FARE?

Mamma Lucia dice che la Vergine chiede:.

′′ Non uscite di casa e non fate entrare nessuno estraneo, arriveranno persone nuove e sconosciute che sembrano buone e diranno di unirsi a loro, alla loro nuova razza e forma di vita, non fate caso!..Queste nuove ‘ ‘ persone ‘ ‘ approfitteranno della catastrofe che avverrà nel mondo (terra).….

La madre Lucia procede secondo quanto le è stato rivelato:

ATTENZIONE! ECCO LE ISTRUZIONI DETTAGLIATE DELLA MADONNA PER NOI!

Affinché voi vi prepariate e possiate rimanere vivi, come i miei figli che lo siete; vi darò i seguenti segnali :

  1. La notte sarà molto fredda

2. Soffiaranno venti forti .

3. Ci sarà angoscia e presto inizierà un terremoto che farà tremare fortemente la Terra.

4. A casa chiudi porte e finestre e non parlare con nessuno che non sia dentro di lei..

5. Non guardare fuori, non essere curioso, perché questa sarà l’ira del Signore.

6. Accendete candele benedette, perché per tre giorni nessun’altra luce potrà illuminare. .

7. Il movimento sarà così violento che sposterà la terra di 23 gradi e poi ritornerà alla sua posizione normale.

8. Poi arriverà una totale e totale oscurità che coprirà tutta la Terra.

9. Ogni spirito maligno sarà sciolto facendo molto male alle anime che non hanno voluto ascoltare questo messaggio e a coloro che non vogliono pentirsi.

10. Tutto sarà buio e apparirà in cielo una grande croce mistica, per ricordarci il prezzo che tuo Figlio ha pagato per la nostra redenzione.

Mamma Lucia continua a riferire quello che la Vergine le ha affidato:

Implorate il prossimo :.′′ O Dio perdona i nostri peccati, salvaci dal fuoco dell’inferno e porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia “.

Coloro che credono nel messaggio che Dio invia e portano il messaggio agli altri, non devono temere nulla nel Grande Giorno del Signore.

Coloro che tacciono ora saranno responsabili di questo gran numero di anime perse per ignoranza. .

Quando la Terra non trema più, coloro che ancora non credono nel nostro Signore moriranno terribilmente.

.Il vento porterà gas e innaffiarà ovunque.

Così sorgerà il sole.

Molti possono vivere dopo questa catastrofe .

Una volta iniziato, non devono guardare fuori per nessun motivo, perché Dio non vuole che nessuno dei suoi figli veda quando punire questi peccatori, non vuole che vedano come soffrono e non vuole che vedano il dolore che provoca loro queste persone cattive.

..Si deve capire che Dio permette a tutto questo di passare e si deve capire che Dio punirà tutte le persone che non l’hanno ascoltato, questo dice questo testo ed è per questo che è stato causato tanto panico, poiché Dio scatenerà la sua rabbia incontrollabile incontra di tutti coloro che stanno facendo del male al mondo. …Ricordatevi che la parola di Dio non è una minaccia, ma una buona notizia..speciale ;.Forse Dio lo permette, perché lui vuole salvarli per Lui.Se hai letto, dai un Amen. Dicono che ogni battito del tuo cuore è Dio che dice di amarti. Ti sei mai fermato a pensare quante volte te l’ha detto oggi? Se ami Dio, lascialo fare Un Amen è condividi in 4 gruppi su Facebook e se ti vergogni di Dio guarda… Ricorda: Dio ha detto: se mi neghi tra gli uomini, ti negherò davanti al padre…

Amen. Amen.

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SAN POLICARPO VESCOVO DI SMIRNE “protomartello degli eretici”

San Policarpo, vescovo di Smirne e discepolo di Giovanni evangelista, nel 154 va a Roma per discutere la data della Pasqua. Da subito il primato di Roma si impone.

Ma a Roma opera Marcione un noto eretico (afferma che il Dio del vecchio testamento sarebbe diverso da quello del nuovo testamento).

Policarpo arriva a Roma dove domina il marcionismo. Che fa Policarpo? Si fa notare da Marcione che gli chiede un confronto.

Ma si puo’ mai dialogare con gli eretici?

Marcione si arrabbia perche’ Policarpo si intrattiene a Roma e ai Fori Romani comincia mettere in guardia i Romani e li esorta a non frequentare i riti di Marcione e ad allontanarsi da lui.

San Girolamo nel Cap. 17 di “De viris illustribus” riporta che Marcione infuriatosi affronta Policarpo ai Fori Romani. “Ehi tu Policarpo, vescovo di Smirne, voglio confrontarmi con te!.

Policarpio risponde senza guardarlo: “Non posso confrontarmi con te, non ho nulla da parlare con il primogenito di satana!“.

Policarpo resta a Roma per due mesi e distrugge Marcione!

Rientrato a Smirne, sotto il regno di Antonino Pio, viene arrestato! San Policarpo (ha 86 anni) rifiuta di abiurare a Cristo e viene condannato a morte da parte del Procuratore Quadrato! Policarpo rifiutando ogni compromesso sale sul rogo da solo! Il suo corpo bruciato profumera’ di incenso! Una grande martire!

State saldi come incudine sotto il martello!

Questa l’esortazione a Policarpo da parte di sant’Ignazio di Antiochia, detto L’Illuminatore (35 circa – Roma, 107 circa), vescovo e teologo siro.

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APOCALISSE 12, 7-18: “LA GUERRA IN CIELO, MICHELE E LA DISCENDENZA DELLA DONNA”

Radio Domina Nostra – CATECHESI DI DON MINUTELLA, 26 GENNAIO 2021

Ora entrano in gioco i co-attori come dice von Balthasar. Ecco la pericope. Scoppia una guerra nel cielo.

7 Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli,

8 ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo.

9 Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il
diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla
terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli.

10Allora udii una gran voce nel cielo che diceva:
“Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del
nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato
l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al
nostro Dio giorno e notte.


11Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello
e grazie alla testimonianza del loro martirio; poiché hanno disprezzato la vita fino a morire
.

12 (INNO) Esultate, dunque, o cieli, e voi che abitate in essi. Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo”.

13Or quando il drago si vide precipitato sulla terra, si avventò
contro la donna che aveva partorito il figlio maschio.

14Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, per volare nel deserto verso il rifugio preparato per lei per esservi nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente.
15Allora il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d’acqua
dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque.

16Ma la terra venne in soccorso alla donna, aprendo una voragine e inghiottendo il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca.
17Allora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a far guerra
contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù.
18E si fermò (il drago) sulla spiaggia del mare.

Si tratta di un testo con una forte tensione narrativa. C’e’ una guerra con diversi colpi di scena. Il drago diventa poi serpente antico che seduce la donna (Eva), diavolo. Poi c’e’ uno stacco.

I versetti 12:10-12 contengono un inno. Secondo alcuni potrebbero essere gli inni della chiesa ai suoi inizi.

Biguzzi nel suo commento all’Apocalisse parla di una sorta di “cartone animato“. C’e’ qualche incongruenza. La donna vestita di sole prima e’ nel cielo e poi appare sulla terra.

Al versetto 17 c’e’ il “coup de teatre”: il Diavolo (o Drago o serpente) ha perduto il suo duello con Michele.

I demoni sono organizzati e specializzati (ciascuno specializzato a corrompere gli uomini nei diversi vizi capitali).

Michele getta lucifero e gli altri demoni sulla terra. Quindi sulla terra costoro operano contro l’uomo. Paolo (Efesini 6) parla di questo: “armatevi per poter resistere alle tentazioni del diavolo”. La nostra battaglia e’ contro i principati e le potesta’ demoniaci, gli spiriti del male che abitano le regioni celesti. Di cosa si tratta? Chi sono gli spiriti dell’aria?

L’Apocalisse non si puo’ capire senza gli inni. Mentre c’e’ la battaglia tra il beno e il male, ecco Giovanni inserisce un inno! E’ una liturgia che che si svolge nella storia (von Balthasar). Chi canta l’inno? Qui non viene detto. Si puo’ presumere che quindi sia il corteo dei salvati in cielo e in terra.

von Balthasar: perche’ tutto questo potere al demonio da parte di Dio?

Dopo l’inno la conclusione.

Quando il drago si vide precipitato si avvento’ sulla donna (comincio’ a perseguitare la donna). Michele e’ molto importante nella chiesa (“defende nos in proelio”). Il deserto e’ per mettere alla prova Israele.

Don Divo Barsotti: il fiume indica il male che cerca di sopraffare l’uomo.

Isaia 40:31 la donna confida in Dio e ha percio’ “ali come aquila” (ma non significa affatto che sia in cielo). E’ lo stesso linguaggio biblico!

C’e’ la contrapposizione tra l’ira dell’Agnello e l’ira (effimera) del Drago.

I tempi sono quelli indicati nella bibbia: 3 anni e 1/2. Ma Dio e’ con noi!

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LA FORMULA MAGICA DEL SEDEVACANTISMO

Radio Domina Nostra, Di don Minutella, 23 gennaio 2021.

Sempre più, nei dibattiti sui social, emerge la compattezza del mondo sedevacantista che è ormai trasversalmente alleato e che offre, come soluzione inverosimile alla crisi profonda in cui è precipitata la Chiesa, l’idea che la sede di Pietro sia vuota dai tempi di Giovanni XXIII, in ragione dell’onta modernista, e che l’ultimo papa a salvarsi dalla stretta delle loro argomentazioni (forse appena in tempo) è Pio XII. È una posizione inverosimile, anzitutto perché, in questo modo, la Chiesa sarebbe priva del papa da più di cinquant’anni, e poi perché è un percorso ad imbuto, nel senso che la soluzione che essi si attendono è quella di un intervento diretto di Dio, senza la collaborazione umana, rasentando così le aspettative millenariste. Una domanda imbarazzante alla quale nessun sedevacantista è in grado di rispondere è la seguente: quanto dovrà durare, dunque, la sede vacante? Quello sedevacantista è un modo spiccio, sbrigativo, sebbene rivestito di eleganza concettuale, che serve non a risolvere la crisi della Chiesa, ma ad acuirla.Generalmente il mondo sedevacantista è caratterizzato da una certa cupa e angosciosa maniera di rapportarsi. I più insigni rappresentanti di tale galassia sono sempre seriosi e non riescono ad accennare mai ad un sorriso, fermi nella loro convinzione, paladini di una lettura inverosimile, perciò poco disponibili ad un vero confronto, e generalmente col piglio del pensiero aristocratico. Si intravede abbastanza chiaramente in essi la supponenza ideologica. Può sembrare un dettaglio banale e invece è la chiave di lettura. Il loro disappunto nei confronti di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, che rasenta sovente il disprezzo, è l’esito da cui noi ci dissociamo. Le recenti esternazioni di monsignor Viganò – il cui pensiero, per quanto mi riguarda, rimane ancora non del tutto chiaro – sembrano rincuorare i sedevacantisti, nel senso che il presule pare prestare il fianco all’idea che la Chiesa sia priva del papa dal tempo del Concilio Vaticano II. Un dato di fatto è che Viganò non cita mai Benedetto XVI. Sembra che egli condivida sempre di più l’idea che i papi del post Concilio siano invalidi.L’arcipelago tradizionalista si sta sempre più rivelando. Togliendo la maschera ipocrita (del non detto ma del pensato), e incoraggiato dalle esternazioni di Viganò, mostra di gradire la deriva sedevacantista, con un liberatorio j’accuse nei confronti di Wojtyla e Ratzinger, entrambi considerati modernisti. La panacea, cioè il rimedio per tutti i mali della Chiesa, è di condannare interamente il Concilio Vaticano II, e voltare pagina. Così i contestatori legittimi delle aporie conciliari – come per primo le ha sottolineate monsignor Lefebvre – si trovano a proprio agio con quanti, indipendentemente dalla questione sul Concilio, che per essi non è neppure esistito, dichiarano la sede petrina vacante da più di cinquant’anni. È piuttosto singolare, nel frattempo, la posizione del mondo lefebvriano che, mentre condivide la critica al Concilio, riconosce però tutti i papi postconciliari, persino lo stesso Bergoglio.La posizione giusta e legittima è che il Concilio va corretto, non eliminato, poiché Giovanni XXIII è stato un papa valido e l’assise conciliare, pur nelle infiltrazioni massoniche, rimane un avvenimento ecclesiale ineludibile. D’altra parte, non è il sospetto dei sedevacantisti – per quanto si può comprendere il loro impegno a combattere le derive moderniste – a stabilire la validità dei papi. Si può approdare a tesi persino estreme e difficili da comprendere, come quella di Cassiciacum che approda al cosiddetto sedeprivazionismo. Secondo questa tesi, la sede di Pietro è vacante a partire dal 7 dicembre 1965, a seguito dell’approvazione della Dichiarazione Conciliare Dignitatis Humanae sulla libertà religiosa, documento assertore di una dottrina già solennemente condannata in passato dal Magistero della Chiesa. Dal 1965 si ritiene quindi che la cattedra di San Pietro sia occupata solo materialmente dagli eletti dei Conclavi convocati. Le persone elette dai Conclavi sarebbero rimaste solo in potenza “papi”, in quanto soggetti umani meramente designati al papato, e quindi, propriamente e in senso stretto, non papi. Si tratta di posizioni estremiste e complesse, che non rendono ragione della limpidezza del vangelo e della promessa di Gesù che avrebbe assistito la sua Chiesa.Noi prendiamo le distanze da queste che ci appaiono sempre di più tesi inaccettabili. È un dato incontestabile che monsignor Lefebvre gettò fuori dalla Fraternità San Pio X le derive sedevacantiste, lui che fu il primo profeta delle derive moderniste. Noi riconosciamo come validi i papi fino a Benedetto XVI. E’ vero, i papi del post Concilio hanno compiuto degli errori, non tuttavia in modo manifesto e costante e neppure intenzionale come Bergoglio. Le interferenze moderniste nei pontificati postconciliari vanno interpretate alla luce di Fatima, laddove la Santa Vergine annunciava a suor Lucia che, non prestando ascolto ai suoi materni appelli, la gerarchia cattolica, anche quella suprema, avrebbe conosciuto lo smarrimento e la confusione, e ciò prima dell’avvento della falsa chiesa.Noi lottiamo piuttosto per portare in luce i molteplici indizi per i quali il cardinale Bergoglio non è papa. È questo il vero fronte dove appostarsi. La battaglia in difesa del sano magistero ci appartiene, e certo non saranno i sospetti dei pensatori tradizionalisti e sedevacantisti nei nostri confronti a impensierirci. È il 13 marzo 2013 il vero avvio della stagione dell’impostura, quello cioè dell’elezione di un falso papa, mentre è ancora regnante Benedetto XVI. Certo, il 1962-65 ha avviato il tempo delle grandi prove. Ma è dal 2013 che assistiamo non al sedevacantismo (poiché Benedetto XVI è ancora il papa), ma alla presa di possesso, da parte di satana, del trono petrino e all’avvio ufficiale di una falsa chiesa. È con lo sguardo soprannaturale, e non semplicemente con l’approccio simil-ideologico dei sedevacantisti, che occorre interpretare la crisi attuale della Chiesa. La nostra posizione resta chiara, limpida, e rende ragione – rispetto alla nebulosità aristocratica del sedevacantismo – del terzo segreto di Fatima e delle varie profezie. Padre Pio ha riconosciuto i papi del post Concilio, ma è una questione sottaciuta dai maestri del pensiero sedevacantista. Lo stesso padre Pio ha potuto dire ad un giovane don Amorth: “sai, Gabriele? È Satana che si è introdotto nel seno della Chiesa e, in poco tempo, verrà a governare una falsa Chiesa”. Questa profezia sconfessa il sedevacantismo, poiché è stata pronunciata nel 1960, quando Giovanni XXIII era già regnante. Padre Pio non avrebbe mai prestato obbedienza ad un papa falso. Ci sono questi modernisti che rischiano di considerare anche padre Pio un innovatore conciliare. Il sedevacantismo è destinato all’autoconsunzione. Il cattolicesimo autentico è quello che, consapevole delle correnti moderniste, dovute a diversi errori posti dai documenti del Concilio, e soprattutto ad un’interpretazione di essi, sotto la regia di Karl Rahner, riconosce gli sforzi compiuti dai papi recenti per arginare l’eresia, e lotta perché, rimanendo legati a Benedetto XVI, papa regnante, la Chiesa ne esca presto fuori, liberando il trono di Pietro che non è vacante, ma occupato invalidamente.Ciò è soprattutto compito della Santa Vergine, che a Fatima ha promesso la vittoria del suo Cuore Immacolato.

Don Minutella

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PUTIN E LA NUOVA FRONTIERA ANTIGLOBALISTA

Radio Domina Nostra, Di don Minutella (24 gennaio 2021)

I fedeli che stanno qui a Palermo possono testimoniarlo. Avevo detto loro, qualche settimana fa che, una volta liquidato Trump, e dopo che si è finalmente creato l’asse Biden-Bergoglio, ci si sarebbe mossi contro l’altro baluardo antiglobalista e marcatamente sovranista che sta a est, cioè Putin, il quale in Russia ha la colpa di aver creato un sistema statale post-comunista, in grado di riallacciare i rapporti con la Chiesa ortodossa, e di sconfessare, in ragione di un acceso patriottismo, la direzione assunta dai poteri mondiali. E così è stato, con la mia stessa sorpresa. Nei giorni scorsi, infatti, le piazze russe si sono riempite, con una sincronia perfetta da parte della regia del potere unico mondiale, di oppositori a Putin. Le scene che nei mesi scorsi abbiamo visto nelle città americane, gestite dai media che hanno preso di mira il sovranista Trump, sono ora ripetute, con un copione identico, nelle città russe, soprattutto Mosca. Il pretesto è la censura di regime e l’eroe di turno è un tale Navalny che passa come oppositore di Putin, il temibile tiranno dell’Est, quale collega dell’altro temibile tiranno dell’Ovest, l’ormai deposto Trump.E così la macchina da guerra si è ora concentrata su Putin, e ne vedremo delle belle. Sarà una telenovela mondiale in cui il capo di stato russo dovrà passare, agli occhi della collettività drogata dai media, come un nemico della democrazia. Non so quale esito potrà avere l’attacco del sistema globalista nei confronti di Putin che, secondo me, ha molte più chances di Trump per svelare la vera natura del sistema mondiale democratico. Si stanno sciupando, in queste ore, le solite espressioni, da parte dell’Unione Europea e delle cancellerie allineate, di vicinanza al popolo russo, di sdegno per la censura politica, proprio da parte dei lorsignori che da queste parti imbavagliano chiunque non si allinei al pensiero unico e alla dittatura del relativismo.

Quello che stiamo vivendo va compreso fino in fondo. Perché questa è l’ora decisiva per l’umanità, nella quale si gioca la partita finale tra i figli delle tenebre e i figli della luce. Benedetto XVI resta l’unico punto di riferimento.La storia umana è realmente un testo sacro da leggere, vi si scorge la provvidenza divina. Mosca, che ieri era centro del potere ateo e materialista (con quell’utopia bolscevica e rivoluzionaria che ha prodotto milioni di morti), è oggi un baluardo della fede molto più che Roma. Mentre nella città eterna, governata da un falso papa, piazza San Pietro è vuota e le chiese deserte, a Mosca le chiese e i santuari, ma anche i monasteri storici, straripano di fedeli. Mentre in Europa regna il peggior regime relativista, a Mosca cresce la fede dei cristiani e la devozione. Ovviamente – è opportuno sottolinearlo – non sono un politologo, e meno male! Scrivo da teologo e uomo di fede. Perciò potrei non azzeccarci. A Fatima tuttavia la Santa Vergine, dall’estremo lembo occidentale europeo, proprio nel 1917 (quando il Cremlino diveniva la roccaforte del potere rosso), volgeva lo sguardo proprio verso Mosca, e quella regione del mondo che fino a ieri sembrava aver archiviato per sempre la questione su Dio, vive oggi del binomio patria-Dio, mentre l’Occidente, impaurito ma pieno di sé, vive la peggior stagione dal dopoguerra.Mosca potrebbe ora diventare il “centro” della fede autentica in Gesù Cristo. Non so…Certo, non ignoro che la Santa Vergine ha chiesto la consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato. C’è chi sostiene che sia stata effettuata da Giovanni Paolo II nel 1984, c’è chi sostiene che invece è ancora da farsi.In ogni caso, mentre i media lentamente indirizzano le bocche dei cannoni verso Putin, nuovo e più temibile avversario del NWO, quanti (purtroppo non tanti) hanno chiara la strategia nemica, impugnano il rosario, come i moscoviti si inchinano dinanzi alle sacre icone. La fede è ciò che vince il mondo. La storia è piena di questa verità, e la Madonna del Rosario ha ancora da dire la sua ultima parola, quella della vittoria. Proprio dalle parti dell’est, in Polonia, il sindacato Solidarnosc ha trionfato su un granitico sistema comunista, impugnando il rosario ed esibendo la Madonna Nera. E non è storia lontana nel tempo.

Don Minutella

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CATECHESI DI DON MINUTELLA: LE DIACONESSE, LE DONNE-PRETE, LE EPISCOPESSE, LE PAPESSE? UN MURO DA SFONDARE!

La questione del sacerdozio femminile e’ stata posta dalla chiesa cattolica tedesca. Si tratta di eventi quasi (e sottolineiamo quasi) imprevedibili sino a qualche decennio or sono.

La questione del “dopo Bergoglio” va posta. In quanto eventi di questo genere sono purtroppo prevedibili. Si tratta di un movimento femminile presente in Germania.

Esempi:

1) Padre John Lingarts nel 1998 ha abbandonato il sacerdozio in segno di protesta al rifiuto, con “sentenza definitiva” (1994), da parte di Giovanni Paolo II ad ammettere le donne al sacerdozio. La pretesa e’ la parita tra uomo e donna nei Vangeli.

2) Vicenda delle dimissioni del Card. Barberin (Lione) per molestie sessuali da parte di un sacerdote. Una suora francese, esperta biblista, si era auto-candidata come arcivescova (in presenza di un divieto esplicito del diritto canonico). Alle donne non spetta l’accesso all’ordine sacro.

3) La vicenda del nuovo presidente della Conferenza Episcopale tedesca, Mons. Bertzing. Il quale si e’ posto come obbiettivo il raggiungimento del sacerdozio femminile nella chiesa cattolica.

4) Ci sono gruppi diffusi (Germania, America Latina, UK) che vorrebbero indire un nuovo concilio “in fedelta al Vangelo”. Il motto e’ quello che cosi “finalmente potranno accedere al sacerdozio femminile“. Ma si tratta puramente di un pregiudizio ideologico sessantottino e femminista.

Su quali elementi poggerebbe dunque la richiesta del sacerdozio femminile? Sulla negazione dell’insegnamento di Gesu’ Cristo e su una falsa interpretazione delle sue parole e del suo pensiero (“Gesu’ sarebbe stato condizionato psicologicamente dalle donne“(sic!)).

Tra i luterani esiste il sacerdozio femminile (anche a livello di vescovo).

Occorre osservare che le diaconesse dei primi secoli non rivestivano alcun ministero ordinato.

La teologia femminista sessantottina (Shussler, di fatto neoariana) che vuole le donne all’altare pretende che ci sia una sorta di “esclusione basata sul sesso” da parte del clero maschile cattolico.

Come ha risposto finora la chiesa?

La sentenza definitiva di Giovanni Paolo II (1994). Sentenza ribadita nel 2018 (dal Card. La Daria, responsabile Congregazione della Dottrina della Fede). Si tratta della decisione normativa di Gesu’ Cristo che ha nominato sacerdoti i dodici apostoli. Il non accesso delle donne al sacerdozio fa parte del Depositum Fidei. Cita il Concilio di Trento, secondo il quale la chiesa non ha la capacita’ cambiare la sostanza. Si tratta di una questione dottrinale. Il Card. La Daria afferma inoltre che l’infallibilita’ del papa riguarda anche l’insegnamento ordinario e non soltanto “ex cathedra“. Nel momento in cui viene negato questo principio del Depositum Fidei si compie una vera e propria apostasia, ovvero uno scisma dalla chiesa cattolica.

Adriana Valerio, docente di storia della teologia, sostiene la “parita di genere“. L’dea e’ quella di distruggere la figura di Maria Vergine (“Maria di Nazareth“, Ed. il Mulino). Vito Manculo e’ un altro esponente che ritiene Bergoglio abbia fallito.

In conclusione il Depositum Fidei e’ fondativo e non puo’ essere violato!

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Tra Lutero e l’usuraio Scrovegni, cambiano “i sette vizi” nel programma di Francesco (*)

E noi casa faremo? Accetteremo senza mettere il cambiamento in discussione? O ci opporremo a questo scempio?” (1)
RISPONDEREMO IN TUTTE LE LINGUE CON LE PAROLE GESU’! (ABBIAMO IL DONO DELLE LINGUE! (2))

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(*) Andrea Cionci, Quotidiano Libero, 22 gennaio 2021:
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(1) Anna Pellegrino

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LA RICERCA DELLA VERA FEDE - THE SEARCH OF TRUE FAITH

LE DIACONESSE, LE DONNE-PRETE, LE EPISCOPESSE, LE PAPESSE? UN MURO DA SFONDARE!

Radio Domina Nostra – CATECHESI DI DON MINUTELLA, OGGI 22 GENNAIO ORE 21:15

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LA RICERCA DELLA VERA FEDE - THE SEARCH OF TRUE FAITH

La Emmerick, l’antisemitismo, i Vangeli e il modernismo giudaizzante.

articolo di Giuliano Zoroddu (27 Dicembre 2018)

Anna Katharina Emmerick, delle Canonichesse Regolari di sant’Agostino, nata a Coesfeld (Renania) l’8 settembre 1774 e morta a Dülmen (ibidem) 9 febbraio 1824, fu beneficiata dal dono delle stimmate e dal dono delle visioni. Queste visioni riguardanti la vita di Gesù e Maria, in modo particolare la Passione, furono raccolte per iscritto dallo poeta romantico Clemens Brentano (1778-1842).

A proposito dell’opera del Brentano, quando la Emmerick fu beatificata nel 2004, si espresse nei termini seguenti il Cardinale José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi:

«La beata ci ha lasciato di sicuro solo tre lettere. Gli altri scritti, che le vengono erroneamente attribuiti, hanno diversa origine: Le “visioni’” della Passione di Cristo furono annotate, rielaborate con grande libertà e senza alcun controllo, dallo scrittore tedesco Clemens Brentano e vennero pubblicate nel 1833 con il titolo L’acerba passione di nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. […] Pertanto, le opere in discussione non possono considerarsi né scritte né dettate dalla Emmerick e neppure autentiche trascrizioni delle sue affermazioni e delle sue narrazioni, ma un’opera letteraria del Brentano e con tali ampliamenti e manipolazioni che è impossibile stabilire quale sia il nucleo vero e proprio da potersi attribuire alla beata. Ne consegue che gli scritti in questione non sono lo specchio verace del pensiero e delle esperienze mistiche della monaca agostiniana. Le singole affermazioni, sia quelle che esprimono una sana religiosità, sia quelle che presentano stranezze e sentimenti antisemitisono scaturite dalla creatività e dalla fantasia artistica del Brentano» [1]

Al netto delle reali problematicità che presenta la messa per iscritto delle estasi della santa monaca, va notato che queste affermazioni del Prelato furono dettate da una urgenza (invero ricorrente) cioè rispondere (o meglio corrispondere) alle solite rimostranze del Giudaismo internazionale. Si sa che, come ci insegna la parabola evangelica, i “fratelli maggiori” hanno da ridire su tutto …
Così, il riferire la crudeltà che i Giudei riversarono su Gesù Cristo durante la Passione; il sostenere che essi siano, fra gli altri, i suoi uccisori materiali; il ribadire il ripudio della Sinagoga deicida – tutte cose rivelate nei Vangeli e insegnate dalla Chiesa – vengono subito rubricati come antisemitismo [teoria razziale condannata dalla Santa Sede ben prima del Vaticano II (qui)].
E pure i Vangeli e la Tradizione sono essi stessi antisemiti … E i modernisti pure in questo corrispondono alle istanze suddetti “fratelli maggiori”.
Infatti, prima li hanno scagionati dalla accusa di deicidio [2] con Nostra Aetate e poi via via omaggiati con visite a sinagoghe e a Muri del pianto fino ad affermarne, come ha recentemente fatto Ratzinger (qui). la esclusione dalla missione evangelizzatrice.
Rimane comunque il fatto che – limitandoci alla sola Sacra Scrittura senza scandagliare la Tradizione – il Nuovo Testamento testimonii non già un clima dialogante fra Gesù (e i cristiani poi) e gli Ebrei del tempo. Anzi tutt’altro.
Se Nostro Signore accusava i rabbini farisei di essere “ipocriti … serpenti, razza di vipere” [3] e “sepolcri imbiancati” [4], li figurava come vignaiuoli omicidi [5], e li apostrofava come figli del Diavolo [6] ; san Pietro li accuserò di essere omicidi del Cristo [7], san Paolo li chiamerà “cani, mutilati” [8] e san Giovanni “Sinagoga di Satana” [9].
Ma anche a questo c’è rimedio …

Guardate ora cosa sono stati capaci di affermare gli “esperti” (non si sa bene di che!) della Commissione per il rapporti religiosi con l’Ebraismo, Sussidi per una corretta presentazione degli Ebrei ed Ebraismo nella predicazione e nella catechesi della Chiesa Cattolica, 24 giugno 1986:

«I Vangeli sono il frutto di un lavoro redazionale lungo e complesso. […] Non è quindi escluso che alcuni riferimenti ostili o poco favorevoli agli ebrei abbiano come contesto storico i conflitti tra la chiesa nascente e la comunità ebraica. Alcune polemiche riflettono le condizioni dei rapporti tra ebrei e cristiani, che, cronologicamente, sono motto posteriori a Gesù. Questa constatazione resta fondamentale se si vuole cogliere per i cristiani di oggi il senso di alcuni testi dei Vangeli» [10].

Detto “in soldoni” i Vangeli, quelli che noi leggiamo e a cui crediamo “per autorità della Chiesa Cattolica” (Sant’Agostino), sono falsi, zeppi di interpolazioni fatte da chissà chi e chissà quando, ascrivibili soltanto per modo di dire a quei quattro signori corrispondenti al nome di Matteo, Marco, Luca e Giovanni.
Del resto ci ha insegnato qualche anno fa Arturo Sosa Abascal, Generale dei Gesuiti, che “non c’erano i registratori al tempo” … quindi non sappiamo se veramente Gesù abbia detto quelle parole tanto forti, poco ecumeniche e così piene di mentalità dogmatica. Sappiamo però che non le ha pronunziate. Le solite contraddizioni dello scetticismo …
E per inverare ancora una volta il detto “La Rivoluzione divora i suoi figli” tutto questo trionfo di agnosticismo giudaizzante che fa strage del dogma di fede secondo cui l’autore delle Scritture è Dio, il quale non può rivelarci cose errate (la dottrina della inerranza biblica), finisce per rottamare anche la travagliatissima sentenza della Dei Verbum del Concilio Vaticano II:

«La Chiesa ha sempre e in ogni luogo ritenuto e ritiene che i quattro Vangeli sono di origine apostolica. Infatti, ciò che gli apostoli per mandato di Cristo predicarono, in seguito, per ispirazione dello Spirito Santo, fu dagli stessi e da uomini della loro cerchia tramandato in scritti che sono il fondamento della fede, cioè l’Evangelo quadriforme secondo Matteo, Marco, Luca e Giovanni. La santa madre Chiesa ha ritenuto e ritiene con fermezza e con la più grande costanza che i quattro suindicati Vangeli, di cui afferma senza esitazione la storicità, trasmettono fedelmente quanto Gesù Figlio di Dio, durante la sua vita tra gli uomini, effettivamente operò e insegnò per la loro eterna salvezza, fino al giorno in cui fu assunto in cielo (cfr At 1,1-2). Gli apostoli poi, dopo l’Ascensione del Signore, trasmisero ai loro ascoltatori ciò che egli aveva detto e fatto, con quella più completa intelligenza delle cose, di cui essi, ammaestrati dagli eventi gloriosi di Cristo e illuminati dallo Spirito di verità, godevano. E gli autori sacri scrissero i quattro Vangeli, scegliendo alcune cose tra le molte che erano tramandate a voce o già per iscritto, redigendo un riassunto di altre, o spiegandole con riguardo alla situazione delle Chiese, conservando infine il carattere di predicazione, sempre però in modo tale da riferire su Gesù cose vere e sincere. Essi infatti, attingendo sia ai propri ricordi sia alla testimonianza di coloro i quali “fin dal principio furono testimoni oculari e ministri della parola”, scrissero con l’intenzione di farci conoscere la “verità” (cfr. Lc 1,2-4) degli insegnamenti che abbiamo ricevuto».

Noi, per parte nostra, ci teniamo ben stretti all’insegnamento della Chiesa Romana sulla questione ebraica e ripetiamo con lei l’antico verso: “Credendum est magis soli Mariae veraci, quam Judaeorum turbae fallaci” …. o meglio “quam modernistarum turbae fallaci”.

[1] Osservatore Romano del 7 ottobre 2004. Cit. in 30Giorni dal n.10 – 2004
[2] «Non dobbiamo credere che, morendo il Cristo, sia morta la stessa Deità. Fu soggetta alla morte la natura umana unita al Verbo. Cristo morì in quanto uomo, non certo in quanto era Dio. […] Si affaccia a questo punto una obiezione: se non uccisero la divinità, i Giudei sono colpevoli di un semplice omicidio. Al che rispondo: se qualcuno insudicia intenzionalmente la veste del sovrano, non viene considerato colpevole di reato allo stesso modo che se ne avesse imbrattato la persona? Perciò, sebbene non abbiano ucciso Cristo-Dio, gli autori della morte di Gesù hanno meritato, in base alle loro intenzioni, una gravissima condanna. E poi, come si è detto, il Figlio di Dio, Verbo dell’eterno Padre, incarnandosi s’è reso in qualche modo visibile, leggibile come uno scritto davanti ai nostri occhi. Chi lacerasse un decreto regio, attenta alla stessa maestà regale; e quindi il peccato di quei Giudei è di tentato deicidio» (S. Tommaso, In symbolum Apostolorum)
[3] Matth. XXIII, 23-39
[4] Ibidem
[5] Matth. XXI ,33-44; Marc. XII,1-11; Luc XX,9-18
[6] Joann. VIII, 42-45.
[7] Act. II, 23; III, 12-15; IV, 10. Vedi don Curzio Nitologia, Gli Atti degli Apostoli sfatano i luoghi comuni dei progressisti e dei neopagani sul cristianesimo.
[8] Philipp. III, 2. Commenta il padre M.M. Sales op: “Con un giuoco ironico di parole invece di chiamarli περιτομή = circoncisione, li chiama κατατομή = mutilazione, per indicare che erano falsi circoncisi, e che la loro circoncisione non era altro che una vana mutilazione (Cf. Gal. V, 12)”
[9] Apoc. II, 9; III, 9.
[10] Commissione per il rapporti religiosi con l’Ebraismo, Sussidi per una corretta presentazione degli Ebrei ed Ebraismo nella predicazione e nella catechesi della Chiesa Cattolica, 24 giugno 1986.

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