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LA RICERCA DELLA VERA FEDE - THE SEARCH OF TRUE FAITH

Intervista di Mons.Vigano a Radio Spada. Interview of Mons. Vigano’ to Radio Spada

LA TESI ESPOSTA DAL MONS.VIGANO DURANTE L’INTERVISTA: la filosofia di PPBXVI (come per Karl Rahner) e’ basata sulla Dialettica Hegheliana (thesis,antithesis e syntesis).

The main thesis stated by Mons. Vigano during the interview: PPBXVI philosophy is (like for Karl Rahner) based on Hegelian Dialectics (thesis, antithesis and syntesis).

RS: Buongiorno Eccellenza, La ringraziamo per il dialogo che intratterremo. Partiamo da Galleria neovaticana, il libro di Marco Tosatti di cui Lei ha scritto la prefazione. Ci permetta di raccontarLe un aneddoto: non era passata che qualche ora dall’annuncio dell’invio in stampa, e già su Twitter si manifestava un profilo con un sondaggio – basandosi solo sulla copertina e sul titolo, evidentemente – per chiedere quanto fosse evangelico stampare un volume dedicato a scabrose accuse e a fatti non sempre edificanti. Cosa risponderebbe a questa obiezione?

CMV: Mi sia qui permesso di ricordare che Benedetto XVI nei mesi che precedettero la sua decisione di assumere il titolo singolare di “papa emerito”, istituì una Commissione cardinalizia, presieduta dal Cardinale Herranz, e composta dai Cardinali Tomko e De Giorgi, con l’incarico di svolgere un’accurata indagine concernente le notizie riservate diffuse da Vatileaks. In quell’occasione, dovetti insistere con il Cardinale Herranz perché potessi deporre, atteso che non era sua intenzione interrogarmi nonostante fossi coinvolto in prima persona come autore dei documenti riservati destinati al Pontefice, che erano stati trafugati e consegnati alla stampa. Consegnai loro un corposo dossier in cui rendevo conto di tutte le disfunzioni e della rete di corruzione di cui ero venuto a conoscenza e che ebbi a fronteggiare come Segretario Generale del Governatorato. Accompagnai quel dossier con una lettera, in cui tra l’altro scrissi: “Sono molto addolorato per il grave danno procurato alla Chiesa e alla Santa Sede dalla fuga di tanti documenti riservati… Se vi sono dei responsabili per tali atti inconsulti, ben più grave è la colpa di chi si è reso responsabile di tanta corruzione e degrado morale nella Santa Sede e nello Stato della Città del Vaticano, e quella di alcuni cardinali, prelati e laici che, pur sapendo, hanno preferito convivere con tanta sporcizia, addormentando le loro coscienze pur di compiacere al superiore potente e far carriera. Spero che almeno questa Commissione Cardinalizia, per amore alla Chiesa, sia fedele al Santo Padre e faccia tutta la pulizia necessaria da Lui voluta e non permetta che questa Sua iniziativa sia ancora una volta insabbiata… Numerosi sono stati i giornalisti di vari paesi che hanno cercato di contattarmi… Sono stato zitto, per amore alla Chiesa e al Santo Padre. La forza della verità deve sgorgare dall’interno della Chiesa e non dai media… Prego per Voi Cardinali, perché abbiate il coraggio di dire la verità al Santo Padre; e prego per il Santo Padre, perché abbia la forza di far sì che essa venga alla luce nella Chiesa.”
Quella mole di informazioni, assieme alle altre prove raccolte dai tre Cardinali, avrebbe consentito un’operazione di pulizia: tutto è stato insabbiato! e può solo costituire un ulteriore elemento di ricatto per i nomi ivi contenuti e, da ormai otto anni, un’occasione di discredito nei confronti di chi viceversa ha servito fedelmente la Chiesa e la Santa Sede.
Necesse est enim ut veniant scandala; verumtamen væ homini per quem scandalum venit (Mt 18, 7). Denunciare la corruzione dei chierici e dei Prelati si è imposto come un gesto di carità nei riguardi dei fedeli e un atto di giustizia nei confronti della Chiesa martoriata, perché da un lato mette in guardia il popolo di Dio dai lupi travestiti da agnelli e li mostra per quello che sono, e dall’altro dimostra che la Sposa di Cristo è vittima di una conventicola di lussuriosi avidi di potere, allontanati i quali essa può tornare a predicare il Vangelo. Non è chi porta alla luce gli scandali che pecca contro la carità evangelica, ma chi quegli scandali li compie e li copre. Le parole del Signore non danno adito ad equivoci.Advertisementabout:blank

RS: Come si sa, andando oltre il tema morale, risulta impossibile non individuare nel tracollo dottrinale il cardine stesso della crisi nella Chiesa. In relazione a questo, in più occasioni Lei ha manifestato una critica serrata al Vaticano II. Sul punto Le chiederemmo una specificazione ulteriore. Parlando con Sandro Magister ha attaccato: «la favola bella dell’ermeneutica – ancorché autorevole per il suo Autore – rimane nondimeno un tentativo di voler dar dignità di Concilio ad un vero e proprio agguato contro la Chiesa». Possiamo dunque chiarire che il problema non è individuabile solo dal Vaticano II ma nel Vaticano II? Detto in altri termini: il processo rivoluzionario ha avuto una svolta con il “Concilio” e non solo dopo il “Concilio”? Non semplicemente lo spirito vaticansecondista, ma anche la lettera è da mettere sotto accusa?

CMV: Non vedo come si possa sostenere che vi sia un presunto Vaticano II ortodosso di cui nessuno ha parlato per anni, tradito da uno spirito del Concilio che pure tutti elogiavano. Lo spirito del Concilio è ciò che lo anima, quello che ne determina la natura, la particolarità, le caratteristiche. E se lo spirito è eterodosso mentre i testi conciliari non sembrano essere dottrinalmente eretici, questo è da attribuire ad un’astuta mossa dei congiurati, all’ingenuità dei Padri conciliari e alla connivenza di quanti hanno preferito guardare altrove, sin dall’inizio, piuttosto di prendere posizione con una chiara condanna delle deviazioni dottrinali, morali e liturgiche.
I primi ad essere perfettamente consapevoli dell’importanza di mettere mano ai testi conciliari per poterli poi usare per i propri scopi furono Cardinali e Vescovi progressisti, in particolare tedeschi e olandesi, con i loro periti. Non a caso essi fecero in modo di rifiutare gli Schemi preparatori preparati dal Sant’Uffizio e ignorarono i Desiderata dell’Episcopato mondiale, ivi compresa la condanna degli errori moderni, specialmente del comunismo ateo; riuscirono anche ad impedire la proclamazione di un dogma mariano, vedendo in esso un «ostacolo» al dialogo ecumenico. La nuova leadership del Vaticano II fu possibile grazie ad un vero e proprio colpo di mano, al ruolo preminente del Gesuita Bea e dall’appoggio di Roncalli. Se gli Schemi fossero stati mantenuti, nulla di quello che uscì dalle Commissioni sarebbe stato possibile, perché essi erano impostati sul modello aristotelico-tomistico che non permetteva formulazioni equivoche.
La lettera del Concilio va quindi messa sotto accusa perché è da questa che è partita la rivoluzione. D’altra parte: sapreste citarmi un caso nella storia della Chiesa in cui un Concilio Ecumenico sia stato deliberatamente formulato in modo equivoco per far sì che ciò che esso insegnava nei suoi atti ufficiali venisse poi sovvertito e contraddetto nella pratica? Ecco: basta questo per catalogare il Vaticano II come un caso a sé, un hapax sul quale gli studiosi potranno cimentarsi, ma che dovrà trovare soluzione da parte dell’Autorità suprema della Chiesa.

RS: Come è avvenuta la Sua presa di coscienza in relazione a questa crisi? Un processo graduale? Un fatto immediato e sviluppatosi nel breve periodo?

CMV: La mia presa di coscienza è stata progressiva, ed è iniziata relativamente presto. Ma comprendere, o iniziare a sospettare che quanto ci fu presentato come frutto dell’ispirazione dello Spirito Santo fosse in realtà suggerito dall’inimicus homo non è bastato a far crollare quel senso di sofferta obbedienza alla Gerarchia, anche in presenza di molteplici prove della malafede e del dolo di alcuni suoi esponenti. Come ho già avuto modo di dichiarare, quello che allora vedevamo concretizzarsi – parlo ad esempio di alcune novità come la collegialità episcopale o l’ecumenismo o il Novus Ordo – potevano apparire come dei tentativi di venire incontro al comune desiderio di rinnovamento, sull’onda della ricostruzione del dopoguerra. Dinanzi al boom economico e ai grandi eventi politici, la Chiesa sembrava doversi in qualche modo svecchiare, o così ci dicevano tutti, ad iniziare dal Santo Padre. Chi era abituato alla disciplina preconciliare, all’ossequio all’Autorità, alla venerazione del Pontefice Romano non osava nemmeno pensare che quello che ci veniva surrettiziamente mostrato come un mezzo per diffondere la Fede e convertire alla Chiesa Cattolica tante anime era in realtà un veicolo, un inganno dietro cui si celava, nella mente di alcuni, l’intenzione di cancellare progressivamente la Fede e lasciare le anime nell’errore e nel peccato. Quelle “novità” non piacevano quasi a nessuno, men che meno ai laici, ma ci erano presentate come una sorta di penitenza da accettare, avendone in cambio una maggior diffusione del Vangelo e la rinascita morale e spirituale di un mondo occidentale prostrato dalla Guerra e minacciato dal materialismo.
Cambiamenti radicali iniziarono con Paolo VI, con la riforma liturgica e la drastica proibizione della Messa tridentina. Mi sentii personalmente ferito ed impotente quando, come giovane segretario all’allora Delegazione apostolica di Londra, la Santa Sede proibì all’Associazione Una Voce la celebrazione di una sola Messa secondo il Rito Antico nella cripta della Cattedrale di Westminster.
Durante il Pontificato di Giovanni Paolo II alcune delle istanze più estreme del Concilio trovarono una spinta propulsiva nel pantheon di Assisi, negli incontri nelle moschee e nelle sinagoghe, nelle richieste di perdono per le Crociate e l’Inquisizione, con la cosiddetta purificazione della memoria. La carica eversiva di Dignitatis humanae e di Nostra ætate fu evidente in quegli anni.
Venne poi Benedetto XVI e la liberalizzazione della liturgia tradizionale, fino ad allora ostentatamente avversata, nonostante le concessioni papali successive alle Consacrazioni episcopali di Ecône. Malauguratamente le devianze ecumeniche non cessarono nemmeno con Ratzinger, e con esse l’ideologia conciliare che le giustificavano. L’abbandono di Benedetto e l’avvento di Bergoglio continuano ad aprire gli occhi a moltissime persone, soprattutto ai fedeli laici.

RS: Tema distinto ma connesso a questo è quello relativo ai protagonisti della stagione conciliare e post-conciliare. Fermiamoci un attimo sulla figura di Ratzinger: risulta innegabile, pur con sfumature diverse, il ruolo del teologo bavarese tanto al Vaticano II quanto dopo (ricordiamo che dal 1981 al 2005 è stato Prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede, dal 2005 al 2013 ha regnato sul Soglio di Pietro, dal 2013 è “Papa emerito”). Da parte nostra il giudizio sulla portata del ratzingerismo è certamente negativo: sotto la sua amministrazione della CdF hanno prosperato quelle stesse devianze che oggi vediamo “fiorire” in modo esplicito; appena eletto al Soglio ha tolto la tiara dallo stemma pontificio; ha proseguito sulla via dell’ecumenismo indifferentista rinnovando le scandalose celebrazioni di Assisi; a Erfurt è arrivato al punto di affermare «Il pensiero di Lutero, l’intera sua spiritualità era del tutto cristocentrica», nel Motu proprio Summorum Pontificum ha definito la Messa di sempre e il Novus Ordo come due forme dello stesso rito (quando al contrario implicano due teologie totalmente diverse); ha poi creato questo ibrido improbabile del “Papa emerito vestito di bianco” che – al netto delle intenzioni, che non giudichiamo – sembra essere non solo un pericoloso equivoco, ma un ingranaggio quasi necessario del dualismo che anima l’attuale dinamica della dissoluzione ecclesiale. Questi pochi esempi, cui ne potrebbero seguire molti altri, sono a nostro avviso rivelatori del fatto che Ratzinger, da sempre e pur con ruoli e posizioni non identiche, è stato dall’altra parte della barricata. Abbiamo già visto la Sua affermazione sulla «favola bella dell’ermeneutica», ma anche in altre occasioni Lei ha fatto notare alcuni aspetti problematici del pensiero di Ratzinger. Ci riferiamo in particolare a una sua recente dichiarazione su LifeSiteNews in cui ha sostenuto: «Sarebbe però auspicabile che egli, soprattutto in considerazione del Giudizio Divino che lo attende, si allontani definitivamente da quelle posizioni teologicamente errate – mi riferisco in particolare a quelle dell’Introduzione al cristianesimo – che sono ancora oggi diffuse in università e seminari che si vantano di chiamarsi cattolici». Le chiediamo dunque: se dovesse sintetizzare il Suo giudizio sul pensiero del teologo bavarese cosa direbbe ai nostri lettori? Inoltre: Lei ha avuto la possibilità di operare a stretto contatto con Benedetto XVI, cosa può dirci di lui sul piano umano? Non è – sia chiaro – una domanda su aspetti riservati, ma sulla personalità che ha potuto conoscere da vicino.

CMV: I punti che avete elencato, pur con alcune sfumature, mi trovano purtroppo concorde, non senza un vivo dolore. Molti atti di governo di Benedetto XVI sono in linea con l’ideologia conciliare, della quale il teologo Ratzinger è da sempre strenuo e convinto sostenitore. La sua impostazione filosofica hegeliana lo ha portato ad applicare lo schema tesi-antitesi-sintesi in ambito cattolico, ad esempio considerando i documenti del Vaticano II (tesi) e gli eccessi del postconcilio (antitesi) componibili nella famosa “ermeneutica della continuità” (sintesi); né fa eccezione l’invenzione del Papato emerito, dove tra l’essere Papa (tesi) e il non esserlo più (antitesi) si è scelto il compromesso del rimanerlo solo in parte (sintesi). La stessa mens ha determinato quanto è avvenuto per la liberalizzazione della liturgia tradizionale, affiancata al suo contraltare conciliare nel tentativo di non scontentare né i fautori della rivoluzione liturgica né i difensori del venerando rito tridentino.
Il problema è quindi di matrice intellettuale, ideologica: esso emerge ogniqualvolta il teologo bavarese ha voluto dare una soluzione alla crisi che affligge la Chiesa: in tutte queste occasioni la sua formazione accademica influenzata dal pensiero di Hegel ha creduto di poter mettere insieme gli opposti. Non ho motivo di dubitare che Benedetto XVI abbia voluto a suo modo compiere un gesto di conciliazione con le istanze del tradizionalismo cattolico; né che egli non sia consapevole della situazione disastrosa in cui versa il corpo ecclesiale; ma l’unico modo per restaurare la Chiesa è seguendo il Vangelo, con uno sguardo soprannaturale e con la consapevolezza che Bene e Male, per decreto di Dio, non possono esser messi insieme in un fantomatico juste milieu, ma che sono e rimangono inconciliabili e opposti, e che servendo due padroni si finisce per scontentare entrambi.
Per quanto riguarda la mia conoscenza diretta di Benedetto XVI, posso dire che negli anni del suo Pontificato in cui ho servito la Chiesa in Segreteria di Stato, al Governatorato e come Nunzio negli Stati Uniti, mi sono fatto l’idea che egli si sia circondato di collaboratori inadeguati, inaffidabili o anche corrotti, che hanno ampiamente approfittato della “mitezza” del suo carattere e di quella che potrebbe essere considerata come una certa sindrome di Stoccolma soprattutto nei confronti del Card. Bertone e del suo Segretario particolare.

RS: In alcuni articoli apparsi su CatholicFamilyNews.com si faceva notare come la Sua posizione sulla situazione della Chiesa sia prossima a quella di Mons. Bernard Tissier de Mallerais, uno dei quattro Vescovi consacrati da Mons. Lefebvre. Dalla stessa fonte si riportava una Sua frase secondo cui lo stesso Mons. Lefevbre sarebbe un confessore esemplare della Fede. Alla luce anche della ferma critica al Vaticano II e, d’altro canto, della Sua non adesione al sedevacantismo, verrebbe da ipotizzare che l’impostazione che Lei promuove sia molto vicina a quella della Fraternità Sacerdotale San Pio X. Può dirci qualcosa in proposito?

CMV: Da molte parti del mondo cattolico, specialmente nei milieux conservatori, si sente affermare che Benedetto XVI sarebbe il vero Papa e che Bergoglio sarebbe un antipapa. Questa opinione si basa da un lato sulla convinzione che la sua Rinunzia sia invalida (per il modo in cui è stata formulata, per le pressioni esercitate da forze esterne o per la distinzione tra munus ministerium papale) e dall’altro sul fatto che un gruppo di Cardinali progressisti avrebbe cercato di far eleggere al Conclave del 2013 un proprio candidato, in violazione delle norme della Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis di Giovanni Paolo II. Aldilà della plausibilità di queste argomentazioni, che se confermate potrebbero invalidare l’elezione di Bergoglio, questo problema può esser risolto solo dall’Autorità suprema della Chiesa, quando la Provvidenza si degnerà di porre fine a questa situazione di gravissima confusione.

RS: Parliamo del futuro. In questi anni burrascosi Lei ha inteso servire la Chiesa con interventi scritti, con video, partecipando a iniziative e con tutte le attività che chi La segue ben conosce. Per il domani intravede la possibilità che la Sua missione episcopale prenda forme diverse? Pensa a qualche attività specifica? Con una più marcata presenza pubblica?

CMV: La mia età, le vicissitudini di questi ultimi anni e la situazione della Chiesa non mi permettono di fare progetti, come peraltro non ho mai fatto in tutta la mia vita. Lascio che la Provvidenza disponga di me come crede, mostrandomi di volta in volta la via che devo percorrere. Spero di tutto cuore che la mia testimonianza, specialmente per quanto riguarda la comprensione dell’inganno che si sta consumando nella Chiesa, permetta a Cardinali, a miei Confratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio di aprire gli occhi, in un gesto di umiltà, di coraggio e di confidenza nella potenza di Dio. Non possiamo continuare a difendere la causa e l’origine della crisi presente solo perché non vogliamo riconoscere di essere stati tratti in inganno: questa ostinazione nell’errore sarebbe una colpa peggiore dell’errore stesso.

RS: La ringraziamo per aver risposto alle nostre domande: speriamo non manchino occasioni per confronti futuri.

11 Marzo 2021
Feria Quinta infra Hebdomadam III in Quadragesima

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(*) INTERVISTA SU RADIOSPADAhttps://www.radiospada.org/2021/03/%f0%9f%94%b4-intervista-bomba-di-mons-vigano-in-esclusiva-per-radio-spada/?fbclid=IwAR1TjfIBBAoC2EIO3oB63WUFAf8eipLUILUmCtoep1kWc6umw1Wg-7NJtxQ

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LA RICERCA DELLA VERA FEDE - THE SEARCH OF TRUE FAITH

Oggi vi racconterò di un sacerdote venuto dalla scienza. Today I ‘ll tell you about a priest come from science.

(Still pending, don’t worry!)

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“QUATTRO E QUATTRO, OTTO; SCARICA IL BOTTO. UN BILANCIO DEL FALSO GOVERNO BERGOGLIANO”.

COMMENTO ALLA CATECHESI DI DON MINUTELLA

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Ieri e’ stato l’anniversario del fatidico 13 marzo 2013.

LA SCOMUNICA LATAE SENTENTIAE

JM Bergoglio e’ scomunicato e sono scomunicati i cardinali complici della congiura/complotto della Mafia di San Gallo al fine di costringere alle dimissioni Benedetto XVI ed eleggere al suo posto lo stesso Bergoglio. Che pertanto e’ diventato un falso papa.

La summenzionata multipla scomunica – si noti – e’ comminata ai membri della congiura/complotto automaticamente, cioe’ Latae Sententiae, per la loro dichiarata appartenenza al modernismo teologico e simultaneamente alla massoneria, nonche’ – separatamente – per la loro partecipazione alla congiura/complotto stessa.

ELEZIONE COMUNQUE INVALIDA

Ed elezione pertanto invalida, anche a prescindere dalla manifestamente invalida dichiarazione di rinuncia di Benedetto XVI, sia a causa della suddetta molteplice scomunica (in parte preesistente al conclave del 2013), che della violazione delle norme dello Statuto Apostolico Universi Dominicis Gregis relative all’elezione del nuovo romano pontefice.

Il famoso “buonasera” di saluto del falso neo-papa e’ stato il “la” per la breve ma imbarazzante cerimonia sul balcone con alcuni dei compiaciuti co-protagonisti del conclave.

IL CARDINALE PENTITO

Tra di essi il Card. Godfried Danneels, Arcivescovo emerito di Mechelen-Brussel (Malines-Bruxelles), che solo due anni dopo (2015), avendo appreso della sua malattia terminale, con la pubblicazione delle sue memorie (1) si sarebbe “scaricato la coscienza”, confessando la sua appartenenza alla congiura della Sankt Gallen Mafia (o Mafia di San Gallo). Si tratta, come oramai noto a tutti, della congiura ordita da cardinali massoni, sostenitori della lobby gay e della radicale riforma in senso modernista-massonico-luterano della chiesa (2,3).

Riforma che JM Bergoglio ha provveduto ad attuare puntualmente dal 2013 ad oggi e che ha segnato la sventura della chiesa cattolica portando all’avvento dell’apostasia generalizzata e dell’abominazione della desolazione, ormai di fatto attuata (dalla Pasqua 2020 i riti solenni sono di fatto aboliti, con il miserabile spettacolo fornito da Bergoglio solo sotto la pioggia di P.za S. Pietro!).

ERMENEUTICA DELLA CONTINUITA’?

Non c’e’ (e non ci puo’ essere) quindi alcun”continuum” con il magistero dei precedenti papi, Benedetto XVI e Giovanni Paolo II.

Il tentativo di attribuire una sorta di “continuita” (la cosiddetta “ermeneutica della continuita’”) tra Bergoglio e i suoi predecessori e’ pertanto destinato al fallimento. In particolare, sebbene Benedetto XVI sia stato e sia tuttora seguace della filosofia Illuminista (4), questo non significa affatto che il suo pensiero abbia nulla a che fare con il Modernismo Teologico (tesi di Mons. Vigano’).

Il papa regnante e’ e resta quindi soltanto Benedetto XVI.

LA QUESTIONE DELLA PRIORITA

Sebbene sia sempre la Provvidenza ad agire nella storia (come l’Apocalisse di San Giovanni docet), a chi dovrebbe andare realmente riconosciuta la priorita’ di avere per primo individuato e segnalato il problema della illegittimita’ nell’elezione di Bergoglio?

Secondo il giornalista vaticanista Antonio Socci (6) il primo a sollevare la questione, pochi giorni dopo la nomina di Bergoglio (e ancor prima del suo insediamento), sarebbe stato don Stefano Violi (5).

Successivamente, nel 2014 il tema e’ stato ripreso e approfondito dallo stesso Socci (6) (ved. anche il successivo libro (7)). Da notare che Socci si appella esplicitamente allo studio precedente di Stefano Violi (5).

Al riguardo e’ da notare che lo stesso Socci, citando l’articolo 69 della Costituzione apostolica Universi Dominici gregis, aveva rilevato due distinte violazioni avvenute per la scelta del papa dopo la rinuncia di Benedetto XVI. La prima violazione delle norme riguarda l’annullamento di una votazione che doveva essere ritenuta valida e scrutinata. Il giornalista si riferiva al fatto che, nello spoglio delle schede, ne fu conteggiata una in più (considerata bianca) che era attaccata a un’altra scheda contenente un voto espresso. La seconda violazione riguarda le votazioni del 13 marzo 2013. Quel giorno si procedette in conclave con una votazione in più, ossia per un totale di cinque votazioni, mentre la Costituzione apostolica Universi Dominici gregis ne prevede solo quattro. Bergoglio fu eletto alla quinta elezione che non è prevista dalla Costituzione. Per Socci, se è vero che il conclave non ha assolutamente il potere di modificare le regole, nemmeno votando all’unanimità, l’elezione al papato di Bergoglio (cf. pp. 110-111) semplicemente non è mai esistita. (p. 111).

Ma lo stesso Socci aveva posto anche il problema del Munus nella sua Declaratio (8) e rilevato il mistero della rinuncia di Benedetto XVI.

Socci al riguardo s’appella alla regolarità canonica sancita dall’articolo 87 della Costituzione Universi Dominici gregis. L’invalidità dell’elezione di Bergoglio è legata anche a un altro cavillo canonico: l’11 febbraio 2013, papa Benedetto, così come si è espresso nel testo latino della sua dichiarazione, ha lasciato solo il potere di governo e di comando sulla Chiesa cattolica (il ministero petrino), ma non ha rinunciato al munus, ossia all’ufficio papale che ha ricevuto in quanto non è revocabile. Ratzinger avrebbe rinunciato soltanto all’esecuzione concreta del ministero petrino ma non all’ufficio in sé di papa (cf. p. 96). È così, infatti, per Socci, che si giustifica il modo di vestire di papa Benedetto: indossando l’abito bianco, egli resta papa!

Da notare che Socci insiste nel ritenere che Benedetto XVI – nella sua Declaratio (8) – dichiari di rinunciare al ministerium e non al munus del papato secondo il dettato del can. 332 paragrafo secondo.

Infatti, nella dichiarazione, Benedetto XVI rende pubblico di rinunciare all’esercizio del ministero (ministerium) petrino e non all’incarico (munus) petrino (cf. pp. 93-96). In altri termini, Ratzinger avrebbe rinunciato all’esercizio attivo del munus ma non al munus petrino in sé.

Da menzionare anche da parte dello stesso Socci:

1. la citazione della profezia dell’allora Mons. Ratzinger riguardo al Piccolo Resto.

2. l’identificazione/associazione di Bergoglio con l’anticristo.

3. il totalismo soft di Bergoglio

4. Il suo programma globalista, ecologico e ambientalista.

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(*) 13 MARZO, ORE 21:15 CANALE YOUTUBE DI RADIO DOMINA NOSTRA: https://m.youtube.com/channel/UCzu-HxEny_ACGiCMJJcVc1A#menu

(1) Godfried Danneels Biographie (Nederlandse taal), Jürgen Mettepenningen e Karim Schelkens | (1 ott. 2015)

(2) REFUTAZIONE RAZIONALE DEI MODERNISTI: IL CASO DI CARLO MARIA MARTINI, Max Tex
https://www.proselitismodellascienza.it/2021/03/04/refutazione-razionale-dei-modernistiil-caso-di-carlo-maria-martini/
(3) REFUTAZIONE RAZIONALE DEI MODERNISTI: IL CASO DI GODFRIED DANNEELS, Max Tex
https://www.proselitismodellascienza.it/2021/03/04/refutazione-razionale-dei-modernistiil-caso-di-godfried-danneels/
(4) LA FILOSOFIA DI RATZINGER E’ QUELLA ILLUMINISTA, Max Tex
https://www.proselitismodellascienza.it/2021/03/13/la-filosofia-di-ratzinger/
(5) Don Stefano Violi, ” La rinuncia di Benedetto XVI. Tra storia, diritto e coscienza”, dalla “Rivista Teologica di Lugano” XVIII, 2 / 2013. L’autore è sacerdote della diocesi di Modena e insegna diritto canonico nella Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna e nella Facoltà di Teologia di Lugano di Stefano Violi,
https://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350913.html
(6) A. Socci “Non e’ Francesco. La chiesa nella grande tempesta.“, Mondadori Ed. (2014).
(7) A. Socci “Il Dio Mercato, La chiesa e l’anticristo”, Rizzoli Ed. (2019).
(8) LA DECLARATIO (volutamente piena di errori!) DI PPBXVI, Max Tex
https://www.proselitismodellascienza.it/2021/03/04/la-declaratio-piena-di-errori-di-ppbxvi/

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MANIPOLAZIONI IN CORSO DEL CODICE GENETICO UMANO(*)

Il Dr. Tal Zaks, Responsabile della “sezione medica” di Moderna Inc., ha spiegato in un “TED Talk” [serie di conferenze gestite dall’organizzazione non-profit statunitense Sapling Foundation] il funzionamento dei vaccini mRNAprodotti dalle società farmaceutiche.

“Stiamo manipolando i codici della vita”.

“In ogni cellula c’è questa cosa, chiamata RNA o mRNA, che trasmette informazioni fondamentali: dal DNA dei nostri geni alle proteine (che poi è ciò di cui siamo fatti). 

Questo è ciò che determina il comportamento delle cellule. Quindi, pensiamo alla cellula come a un ‘sistema operativo’.

Di conseguenza, se possiamo cambiare questo sistema operativo, introducendo un codice o addirittura sostituendolo, potremmo profondamente modificare tutto, dall’influenza al cancro”.https://www.youtube.com/embed/FU-cqTNQhMM?feature=oembed

Quindi non e’ affatto vero che i vaccini a mRNA non alterano il codice genetico.

Zaks sottolinea che già dal 2017 Moderna sta lavorando a un vaccino MRNA: 

“Immaginatevi se, invece d’iniettare nel paziente la proteina del virus, gli dessimo le istruzioni per assemblare quella proteina, indicando alla cellula il modo con cui creare il proprio vaccino”.

Zaks continua dicendo che ci sono voluti decenni per sequenziare il genoma umano, cosa che avvenne nel 2003, “E ora possiamo farlo in una settimana”.

Rileva, poi, i piani di Moderna per creare vaccini contro diversi tipi di cancro, in modo da adattarli alle esigenze dei singoli pazienti, “perché ogni cancro è diverso dall’altro”

Paradossalmente, uno degli effetti collaterali più potenzialmente catastrofici dei vaccini mRNA è la sua interazione con le cellule cancerogene.

Secondo uno studio dello “Sloan Kettering Cancer Center” di New York, l’mRNA tende a disattivare le proteine che bloccano i tumori, il che significa che potrebbe accelerare la crescita di cellule cancerogene.

Sia i vaccini di Moderna che quelli di Pfizer sono sperimentali. 

L’FDA ha autorizzato questi vaccini secondo le direttive della “Emergency Use Authorization [EUA]”, i cui effetti saranno testati fino al 2023.

Nonostante questo, il Governo, i media e le multinazionali stanno tutti dicendo che questi farmaci sono sicuri.

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(*) FONTE:

Uno scienziato di moderna ammette : “STIAMO MANOMETTENDO I CODICI DELLA VITA .”di Benedettoxvi Nei due link sottostanti la versione scritta in italiano e video in inglesehttps://t.me/SanPioX/1229https://m.youtube.com/watch?fbclid=IwAR2nr-orOzzkSvdAWxkk2Bk1J5Y5Bh1LmR_t2TvdcBo3e2sK1_9zueoxOU0&v=FU-cqTNQhMM&feature=youtu.be
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ANALISI BEN FATTA

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1.TUTTI GLI INTERVENTI SCRITTI E A VOCE DI BENEDETTO XVI SULLE SUE DIMISSIONI

2. COMMENTI GIORNALISTICI

3. UNA CRONACA DETTAGLIATA DI TUTTE LE “BERGOGLIATE”

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ORARI RADIO DOMINA NOSTRA

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OGGI 12 MARZO SAN GREGORIO PAPA

ORE 7:15 PREGHIERA DEL MATTINO E RECITA DEL I SANTO ROSARIO MISTERI DELLA GIOIA

ORE 9:00 “SANTI E CAFFE”. RUBRICA MATTUTINA DI DON MINUTELLA

ORE 12:15 : II SANTO ROSARIO MISTERI DEL DOLORE

ORE 15:00 : PREGHIERA DI RIPARAZIONE ORE 16:00 “TRATTATO SULL’ ERESIA NEOARIANA”.LETTURA DEI TESTI DI DON MINUTELLA

ORE 17:30 SANTA MESSA CELEBRATA DA DON MINUTELLA DALLA CAPPELLA DOMINA NOSTRA

ORE 19:00 III SANTO ROSARIO MISTERI DELLA GLORIA E TERZO GIORNO DELLA NOVENA A SAN GIUSEPPE

ORE 21:15 PIO ESERCIZIO DELLA VIA CRUCIS GUIDATO DA DON MINUTELLA https://www.facebook.com/search/top?q=radio%20domina%20nostra%20oggi

ORE 23:00 ROSARIO DELLO SPIRITO SANTO DALLA CAPPELLA DOMINA NOSTRA

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ARTICOLO DEL 2014 – PPBXVI: la mia rinuncia è valida, assurdo fare speculazioni!

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DALL’ARTICOLO SULLA STAMPA DI ANDREA TORNIELLI DEL 27 FEBBRAIO 2014: INTERVISTA A BENEDETTO XVI (1) (notizia dal sito FromRome di Fra Alexis)

BENEDETTO XVI RISPONDEREBBE COSI’ UNA UNA LETTERA/INTERVISTA AD ANDREA TORNIELLI: IL NOSTRO VATICANISTA GLI AVEVA INVIATO ALCUNE DOMANDE A PROPOSITO DI PRESUNTE PRESSIONI E COMPLOTTI CHE AVREBBERO PROVOCATO LE DIMISSIONI

Ecco il testo della risposta data per iscritto da PPBXVI:

«Non c’è il minimo dubbio circa la validità della mia rinuncia al ministero petrino» e le «speculazioni» in proposito sono «semplicemente assurde». Joseph Ratzinger non è stato costretto a dimettersi, non l’ha fatto a seguito di pressioni o complotti: la sua rinuncia è valida e oggi nella Chiesa non esiste alcuna «diarchia», nessun doppio governo. C’è un Papa regnante nel pieno delle sue funzioni, Francesco, e un emerito che ha come «unico e ultimo scopo» delle sue giornate quello di pregare per il suo successore.

Dal monastero «Mater Ecclesiae» dentro le mura vaticane, il Papa emerito Benedetto XVI ha preso carta e penna per stroncare le interpretazioni sul suo storico gesto di un anno fa, rilanciate da diversi media e sul web in occasione del primo anniversario della rinuncia. Lo ha fatto rispondendo personalmente a una lettera con alcune domande che gli avevamo inviato nei giorni scorsi, dopo aver letto alcuni commenti sulla stampa italiana e internazionale riguardanti le sue dimissioni. In modo sintetico ma precisissimo, Ratzinger ha risposto, smentendo i presunti retroscena segreti della rinuncia e invitando a non caricare di significati impropri alcune scelte da lui compiute, come quella di mantenere l’abito bianco anche dopo aver lasciato il ministero di vescovo di Roma.

A QUESTO PUNTO URGE EVIDENTEMENTE UNA VERIFICA DELLA CORRISPONDENZA ORIGINALE!

Si tratta infatti di verificarne l’attendibilita’ e soprattutto le precise parole. Se la dichiarazione che il nuovo papa e Francesco fosse autentica si aprirebbe una ardua interpretazione e sarebbe indispensabile addirittura rivedere il nostro intero giudizio su PPBXVI!

Le nostre prove non sono evidentemente finite ed anzi si intensificano! Possiamo comprendere dunque perche’ i santi ci invidiano e avrebbero voluto vivere al posto nostro questi tempi cosi’ ardui per la chiesa!

PREPARIAMOCI DUNQUE ALLA BATTAGLIA!

La nostra fede in Gesu’ sia come roccia affinche’ possiamo rispettare fino in fondo le nostre promesse a Maria Vergine!

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(1) Ratzinger: la mia rinuncia è valida, assurdo fare speculazioni, LA STAMPA (vatican insider), ANDREA TORNIELLIPUBBLICATO IL 27 Febbraio 2014 ULTIMA MODIFICA 11 Luglio 2019 17:07
https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2014/02/27/news/ratzinger-la-mia-rinuncia-e-valida-assurdo-fare-speculazioni-1.35929571
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LA RICERCA DELLA VERA FEDE - THE SEARCH OF TRUE FAITH

WHAT IS TROUBLING ABOUT PPBXVI

Comment to the LifeSiteNews article by JOHN-HENRY WESTEN (March 1, 2021)

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https://www.lifesitenews.com/blogs/pope-emeritus-benedicts-new-scandalous-comments-on-joe-biden?utm_source=LifeSiteNews.com&fbclid=IwAR2UFFSx43ExhvU5f6C1bD1LVBPr9132IZsxE4EqlnoP4b31EKYTGSakBNw

March 1, 2021 (LifeSiteNews) – Wow, just wow. Some unbelievable comments today from Pope Benedict XVI in a new interview with an Italian newspaper where he speaks of Joe Biden’s Catholicism. And if you missed the attack on the Holy Mother of God from Biden’s pick for the head of HHS, you need to see this. In this show I’m going to give you both the reason for all this insanity and the solution to it.

In a new interview  released today by the Italian newspaper Corriere Della Serra, Pope Emeritus Benedict XVI said of President Joe Biden, “It is true, he is Catholic and observant.” Benedict XVI added that Biden “is personally against abortion.” Further demonstrating his misinformation about US political realities, the pope emeritus said of Biden “on gender politics we have not yet fully understood what his position is.”

The only caveat Pope Benedict mentioned was what seemed like a lament. “But as a president he tends to present himself in continuity with the line of the Democratic Party,” said the former pope. 

What is Pope Benedict watching in terms of media or news that leads him to believing or worse yet parrot that Biden is personally opposed to abortion?  

In his first two weeks in office, Biden has pledged to make abortion available to “everyone” by “codifying” the Supreme Court’s 1973 pro-abortion decision Roe v. Wade, and has revoked the Mexico City policy that blocks federal funds from going to non-governmental organizations (NGOs) that provide abortions in developing countries. 

And even if he saw none of that, he would surely have seen the letter from the US bishops conference that called out Biden on inauguration day for pushing abortion. A Jan. 20 Inauguration Day letter written by Archbishop José Gomez, president of the U.S. Conference of Catholic Bishops (USCCB), warned that Biden’s pledge to pursue anti-life and anti-family policies would advance “moral evils” in the areas of “abortion, contraception, marriage, and gender.” 

But another thing Pope Benedict is quoted in the paper as saying is just as troubling. Benedict said he didn’t fully understand Biden’s stance on gender.  

But there is more. 

Do you remember when in 2008 while running for office, Biden famously said: “I will shove my rosary beads down the throat of any Republican who says I am not a Catholic.” Well we got to know what he meant when he kept mentioning his rosary on TV, and using it to tout his faith in order both to attract Catholic votes and ward off Catholic criticism of his anti-Catholic positions. 

Well he evidently likes to see the M.O. in his collaborators. Check this out. Did you catch the questioning of Xavier Beccera in his confirmation hearings for his nomination by President Biden to head up the US Dept of HHS?  It was enraging. He was asked over and over again if he had even a single reason where there could be any single limit on abortion. And what did he respond? By talking about his grandmother praying the rosary and blessing him.

Are they insane?  

It’s bad enough to be pro-abortion. But to invoke the Mother of God in the midst of excusing your advocacy of the killing of God’s children? 

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LA PASSIONE DI GESÙ. CICLO DI CATECHESI DAL LIBRO “LI AMÒ SINO ALLA FINE ” DI DON MINUTELLA

OGGI 10 MARZO ORE 21:15

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Biden sta sostenendo con la sua amministrazione estremisti di estrema sinistra che sostengono l’aborto con parto parziale e le mutilazioni genitali per i minori

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https://www.lifesitenews.com/blogs/biden-is-stacking-his-administration-with-far-left-extremists-who-support-partial-birth-abortion-genital-mutilation-for-minors?utm_source=LifeSiteNews.com&utm_campaign=b59581ced8-Daily%2520Headlines%2520-%2520U.S._COPY_752&utm_medium=email&utm_term=0_12387f0e3e-b59581ced8-408446886